Intesa Sanpaolo archivia il primo semestre del 2026 con un utile netto di 5,55 miliardi di euro, in crescita del 6,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, confermando un andamento che il gruppo definisce il migliore della propria storia. Nel solo secondo trimestre il risultato netto si è attestato a 2,8 miliardi di euro (+7%).
Commentando i conti, l'amministratore delegato Carlo Messina ha sottolineato come la banca continui a rafforzare la propria capacità di creare valore per gli azionisti, prevedendo per il 2026 distribuzioni complessive per circa 9,4 miliardi di euro tra dividendi e buyback. Nei primi sei mesi dell'anno sono già stati distribuiti 5,3 miliardi, di cui 4,2 miliardi sotto forma di dividendi.
Sul fronte operativo, i ricavi continuano a beneficiare della crescita delle commissioni nette, salite a 5,13 miliardi di euro (+4,9%), mentre il margine di interesse si è attestato a 7,48 miliardi (+0,6%). La banca ha inoltre erogato circa 44 miliardi di euro di nuovi finanziamenti a medio-lungo termine e ha migliorato le previsioni sull'utile netto per l'intero 2026, atteso oltre i 10 miliardi di euro.
Nel corso della presentazione dei risultati, Messina è tornato anche sull'offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata su Monte dei Paschi di Siena. L'amministratore delegato ha ribadito che l'operazione procede secondo il calendario previsto e che l'obiettivo resta quello di completarla entro la fine dell'anno.
«Siamo fortemente determinati ad andare avanti e siamo convinti che sia la migliore opzione per Monte dei Paschi, per gli azionisti e per Intesa Sanpaolo», ha dichiarato, sostenendo che l'integrazione consentirà di creare un gruppo ancora più solido e profittevole, con circa 2.000 miliardi di euro di attività entro il 2029 e un utile netto superiore ai 16 miliardi.
Messina ha inoltre escluso qualsiasi revisione delle condizioni economiche dell'offerta, rispondendo alle valutazioni espresse dal consiglio di amministrazione di Mps. «Ci sono zero possibilità che aumenteremo il prezzo dell'offerta», ha affermato, ribadendo la convinzione che la proposta rappresenti una soluzione stabile per gli azionisti della banca senese e possa generare crescita senza particolari rischi di integrazione.
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