La storia di Ettore Bugatti è pronta a fare il suo debutto nei cinema. Camille Delamarre dirigerà “Bugatti: L'Ultima Corsa”, un nuovo film prodotto da Andrea Iervolino, incentrato sull'imprenditore e designer nato a Milano nel 1881 e scomparso a Parigi nel 1947, fondatore di uno dei marchi automobilistici più iconici del ventesimo secolo.
L'annuncio è stato fatto dalla The Andrea Iervolino American Company. Il film è basato su un'idea originale di Iervolino, che ha iniziato a sviluppare il progetto nel 2025 e ha scritto la sceneggiatura insieme ad Alberto Ferrari.
La narrazione si concentrerà sul 1947, negli ultimi mesi di vita di Bugatti. Nella Parigi del dopoguerra, il protagonista rivive i ricordi di una vita segnata da auto straordinarie, successi, ambizioni e tragedie familiari. Passato e presente si intrecciano mentre Bugatti affronta quella che viene descritta come la sua ultima corsa: recuperare la fabbrica di Molsheim e il prestigio del suo nome a livello mondiale.
Per Iervolino, questo progetto rappresenta la conclusione ideale di un percorso cinematografico dedicato ai grandi nomi dell'automobilismo. Il produttore ha già lavorato a “Lamborghini: The Man Behind the Legend”, uscito nel 2022 con Frank Grillo, a “Ferrari” di Michael Mann, con Adam Driver e Penélope Cruz, e a “Maserati: The Brothers”, diretto da Bobby Moresco e interpretato da Anthony Hopkins, Michele Morrone, Andy García, Al Pacino e Jessica Alba.
Bugatti, tuttavia, è concepito con un'identità diversa. Secondo Iervolino, Ettore Bugatti rappresenta l'unione tra ingegneria e arte: un uomo che vedeva l'automobile non solo come un mezzo da corsa, ma come un'opera da modellare con la stessa cura di una scultura.
La sceneggiatura esplora anche la dimensione privata e dolorosa del protagonista, in particolare il rapporto con il figlio Jean Bugatti, morto nel 1939 in un incidente durante un collaudo. Una tragedia che ha segnato profondamente gli ultimi anni di vita del padre.
La scelta di Camille Delamarre come regista mira a dare al film una forte componente fisica. Il regista francese ha costruito gran parte della sua carriera sull'action e sulla rappresentazione del movimento. Dopo aver lavorato come montatore su titoli come “Transporter 3”, “Colombiana”, “Lockout” e “Taken 2”, è passato alla regia con “Brick Mansions”, con Paul Walker, David Belle e RZA, e successivamente con “The Transporter Refueled”. Nel 2023 ha diretto anche il thriller “Assassin Club”.
Per Delamarre, il progetto ha anche un valore personale. Il regista ha raccontato di essere cresciuto vicino a Molsheim, la città alsaziana legata indissolubilmente alla storia della Bugatti. Nella sceneggiatura ha trovato, ha spiegato, un film in cui le automobili non sono solo elementi scenografici, ma diventano quasi personaggi a sé stanti.
Questa impostazione influenzerà anche le riprese. La produzione intende utilizzare auto reali e location autentiche, riducendo al minimo le ricostruzioni artificiali. L'obiettivo è far vivere allo spettatore l'esperienza fisica delle vetture dell'epoca, dal movimento al suono dei motori.
Ma dietro la velocità, la meccanica e la competizione, “Bugatti: L'Ultima Corsa” vuole soprattutto raccontare una storia familiare. «La corsa che mi interessa di più è quella tra un padre e un figlio», ha spiegato Delamarre, descrivendo due uomini uniti dalla ricerca della perfezione ma che seguono percorsi diversi per raggiungerla.
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