Il proprietario di casa ha deciso di aumentare l'affitto da 450 euro a 1200 euro, lasciando poche alternative: dopo aver vissuto per sei decenni nella stessa casa a nord di Firenze, a febbraio la signora Franca, vedova di 94 anni, quasi cieca e con difficoltà motorie, potrebbe essere costretta a lasciare l'appartamento alla scadenza del contratto.
Questa vicenda ricorda quella di Mariacarmen Abascal, una donna di 87 anni recentemente scomparsa, che era stata sfrattata dalla sua casa di Madrid dove aveva vissuto per 70 anni, a causa di un affitto che era passato da 500 a 2650 euro mensili.
La figlia di Franca ha cercato di convincere la proprietaria a rivedere la sua decisione, ma senza successo. "Non ho ancora avuto il coraggio di dirlo a mia madre, potrebbe non reggere la notizia", spiega la figlia. "Come si può chiedere una somma simile a una pensionata di 94 anni? Mia madre vive con una pensione minima e la reversibilità di mio padre. Se dovesse pagare 1.200 euro di affitto, non le resterebbe nulla per vivere, neanche per il cibo", continua la figlia. "Un piccolo aumento potremmo accettarlo, potrei darle una mano io", ma quella "è una cifra insostenibile".
Sulla questione abitativa si esprime Dmitrij Palagi, capogruppo di Sinistra progetto Comune: "Chiederemo a tutti i gruppi consiliari di firmare per convocare un Consiglio straordinario sull'abitare, come previsto dall'articolo 39 del Testo unico degli enti locali". In provincia di Firenze, il caso di Franca non è isolato: "nel 2025 sono stati eseguiti con la forza pubblica 312 sfratti, più di uno per ogni giorno lavorativo, e le richieste di esecuzione sono state 2.004, il 35% di tutta la Toscana". "Nessuna esecuzione con la forza pubblica senza un alloggio alternativo", conclude Palagi.
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