Consiglio regionale: una nomina che solleva dubbi

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Consiglio regionale: una nomina che solleva dubbi

Consiglio regionale: una nomina che solleva dubbi

Marcello Pittella

“Ludovico Rossi è il nuovo dirigente della Struttura di Informazione, Comunicazione ed Eventi del Consiglio regionale della Basilicata. Nominato dall’ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, Rossi, ricoprirà l’incarico a decorrere dal 01 luglio 2026, e avrà durata corrispondente a quella della legislatura nel corso della quale è stato conferito. Nominato dall’ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, Ludovico Rossi, ricoprirà l’incarico dal 01 luglio 2026. Dal Presidente del Consiglio, Marcello Pittella, i ringraziamenti a Pierluigi Maulella e gli auguri di buon lavoro al nuovo Dirigente” E’ scritto in un comunicato del 16 giugno, dell’Agenzia stampa del Consiglio regionale.

La lettura degli atti della procedura di selezione ci spinge a fare qualche domanda al presidente del Consiglio regionale. Ad un certo punto del percorso due componenti della Commissione di valutazione rassegnano le dimissioni per motivi personali. Si tratta della persona con funzioni di segretaria e del dirigente dell’Ufficio legislativo, con funzioni di presidente. I due vengono sostituiti e in seguito alla sostituzione si procede alla nomina di Rossi nell’incarico. C’era per caso un problema circa i requisiti?

Decine di aspiranti all’incarico avrebbero presentato domanda per concorrere. Solo in 18, tra cui Pierluigi Maulella e lo stesso Rossi sono stati ritenuti idonei.

Questi i requisiti specifici previsti nell’Avviso pubblicato nel settembre 2025:

“Diploma di laurea magistrale o specialistica, oppure diploma di laurea secondo il vecchio ordinamento;  esperienza documentata di almeno cinque anni, in posizione apicale, nei settori dell’informazione, della comunicazione e del marketing istituzionale. Il candidato dovrà inoltre essere in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti: a) essere o essere stato dipendente, in posizione dirigenziale, delle pubbliche amministrazioni di cui all’art.1 comma 2 del d.lgs. 165/2001; b) essere o essere stato, per almeno cinque anni, dipendente in posizione dirigenziale di organismi o enti privati ovvero di aziende pubbliche o private; c) essere in possesso di una particolare specializzazione professionale culturale e scientifica, almeno quinquennale, desumibile dalla formazione universitaria e post-universitaria, da pubblicazioni scientifiche o da concrete esperienze lavorative maturate per almeno cinque anni, presso amministrazioni pubbliche, in posizioni funzionali previste per l’accesso alla dirigenza.”

Ora, a leggere i curricula degli idonei, alcuni di loro hanno non solo i requisiti, ma presentano credenziali di notevole spessore. Tuttavia, non mettiamo in alcun dubbio le valutazioni della Commissione. Ma una domanda dobbiamo rifarla: Ludovico Rossi ha tutti i requisiti? E’ stato dipendente in posizione dirigenziale di un ente pubblico o privato per cinque anni? Per caso questo requisito lo si fa risalire a una delibera del 2014 quando, Giunta Pittella, deliberò l’incarico di “Responsabile della Posizione individuale – Attuazione del Programma di Governo – al dott. Ludovico Rossi, già titolare del medesimo incarico”?  Non ci sembra che quello fosse un incarico da dirigente. E perciò l’interrogativo sui requisiti appare legittimo.

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