
“La storia non si cancella”. E’ questa la motivazione che ha portato la maggioranza del Comune di Venosa a bocciare la mozione di revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini presentata dalla consigliera comunale del Movimento 5 Stelle, ed ex sindaca, Marianna Iovanni.
La città del poeta latino Orazio aveva conferito al capo del regime fascista, il titolo di cittadino onorario il 10 giugno 1924.
Nel consiglio comunale di oggi, 18 giugno, la bocciatura della mozione e dunque della revoca. Bocciatura non sarebbe stata contrastata nemmeno dai due consiglieri comunali di riferimento del Pd.
La consigliera Iovanni, ex sindaca della città, ricorda di aver appreso lo scorso 20 marzo, da un giovanissimo attivista del M5S che, nel nuovo albo delle onorificenze venosine, prima in ordine cronologico, compariva la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, conferita nel 1924 durante una gestione commissariale della città di Venosa. Nel frattempo -spiega l’ex prima cittadina-abbiamo ricevuto altre sollecitazioni: dal referente locale di Avs sinistra italiana e dal il segretario locale del Psi, che ringrazio per aver supportato la presentazione di questa mozione, condividendola anche con altre vicine realtà associative (da Anpi alla Rivista Valori)”.
Ripercorrendo la storia la consigliera comunale ricorda come “il Comune di Venosa conferì la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, in una fase storica nella quale l’attribuzione di onorificenze al capo del Governo fascista rispondeva a una strategia nazionale di legittimazione simbolica del regime, come documentato dalla storiografia e come espressamente riconosciuto nelle delibere di revoca recentemente adottate dai Consigli comunali di Carpi, Riva del Garda, Salò, Cotignola, Castegnato, Opi, Riccione, Sogliano al Rubicone, Troina, Bovezzo, Adria, Anzio, Nettuno e di numerosi altri enti locali italian”.
“Considerato che la Costituzione della Repubblica Italiana – è scritto nella mozione di revoca – entrata in vigore il 1° gennaio 1948, è nata dalla Resistenza e dalla Liberazione, è fondata sui principi antifascisti, democratici, personalisti, pluralisti e solidaristici sanciti dai suoi articoli fondamentali, e reca nella XII disposizione transitoria e finale l’espresso divieto di riorganizzazione del disciolto partito fascista; rilevato che la cittadinanza onoraria non è atto meramente formale o decorativo, ma costituisce il più alto riconoscimento che una comunità locale può conferire a una persona: essa esprime i principi che quella comunità intende onorare, custodire e trasmettere alle generazioni future, e per ciò stesso concorre a definire l’identità pubblica dell’ente”.
Per la consigliera comunale la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini non costituisce in alcun modo «cancellazione della storia», categoria del tutto estranea al dibattito pubblico responsabile, bensì atto di consapevolezza civica e di coerenza istituzionale” come accaduto in altre città che hanno deciso di cancellare il nome di Mussolini dall’elenco dei cittadini onorari.
A pensarla diversamente quasi tutti i consiglieri comunali, opponendo come motivo la difesa della storia: “la stora non si cancella e comunque siamo antifascisti”, avrebbero replicato. Una motivazione ambigua e imbarazzante. Venosa dunque continuerà ad annoverare tra i suoi cittadini più illustri il capo di un regime che ha contribuito a scrivere una delle pagine di storia più buie e drammatiche dell’Italia.
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