Brutta aria a Cirigliano: prima lo aggrediscono poi gli danneggiano l’auto

Data Pubblicazione

Brutta aria a Cirigliano: prima lo aggrediscono poi gli danneggiano l’auto

Brutta aria a Cirigliano: prima lo aggrediscono poi gli danneggiano l’auto

cirigliano

Siamo a Cirigliano, in provincia di Matera. Un paesino di 180 anime. E questa è una storia da raccontare. Aiutati da un parroco, Samar e suo marito Aqymen, di origine tunisina, con i loro 3 figlioletti lasciano Milano per raggiungere il paese dove, questa la promessa, avrebbero avuto una casa e un lavoro. La casa popolare promessa, di cui sarebbe già assegnatario, ancora non c’è per causa di lungaggini burocratiche. Intanto, li hanno sistemati in un alloggio precario e inadeguato per una coppia con tre bambini piccoli. Samar fa la badante, Aqymen non trova un lavoro. A distanza di due anni dal loro arrivo nel paese, il clima si fa difficile. L’origine delle tensioni è la protesta per una casa popolare che gli sarebbe stata promessa o poi assegnata ad un’altra famiglia di tunisini, una famiglia più numerosa della loro. Nonostante gli sia stato spiegato il motivo Aqymen continua a protestare. La sua famiglia è assegnataria di una casa popolare di 110 metri quadrati, in cui sono in corso lavori di adeguamento. Dovrebbero concludersi a breve. Ma Aqymen continua a pensare che l’alloggio assegnato alla nuova famiglia di tunisini sia stato sottratto alla sua famiglia. E questo perché appena arrivati in paese molta gente gli aveva assicurato che quella sarebbe stata la loro casa. A quanto pare anche il sindaco e il vice sindaco gli avrebbero assicurato che in 3 mesi avrebbero avuto l’alloggio.  La questione sarebbe semplice: arriva una famiglia di 9 persone e le assegnano l’appartamento più grande, quello che avrebbero promesso a Samar e suo marito. Il sindaco ha provato in tutti i modi a spiegargli che quell’appartamento non può essere assegnato alla sua famiglia, è il regolamento Ater. Ma la coppia di tunisini non si fida, perché sono due anni che aspetta. E non capiscono la ragione per cui agli ultimi arrivati in poco tempo è stato consegnato l’alloggio, mentre loro aspettano. Si sentono maltrattati anche da alcuni residenti, oltre che dagli amministratori comunali. Il vice sindaco più volte li rassicura con motivazioni tipo “vogliamo che restiate, una giovane coppia con 3 bambini è utile al nostro paese che si spopola continuamente”.

L’alloggio in cui abitano casi cirigliano casi cirigliano casi cirigliano casi cirigliano

Da questa querelle prendono origine altre discussioni, anche accese, tra Aqymen, Samar e il sindaco. Il primo cittadino spesso si lascia scappare frasi del tipo vi faccio il foglio di via, tornate da dove siete venuti, siete maleducati, date fastidio e così via. Insomma, si crea un clima di tensione tra l’amministrazione comunale e la famiglia tunisina. Clima che si estende all’interno della comunità: “vogliono una casa, vogliono un lavoro per il capofamiglia, urlano per strada, pretendono, sono maleducati…” Una scritta postata su un profilo social spiega tutto: “watchout”(attento).

post

Fatto sta che nella notte di sabato 13 giugno Aqymen subisce un’aggressione da parte di alcuni residenti del luogo. Due di loro si avvicinano accompagnati da due cani di grosse dimensioni. Aqymen viene preso a pugni e schiaffi. Chiama il numero di emergenza, arriva l’ambulanza che lo trasporta all’ospedale di Policoro. La diagnosi è di trauma cranico minore e vertigini causate dall’aggressione, giudicate guaribile in cinque giorni. L’uomo denuncia l’accaduto ai carabinieri di Matera: “lesioni personali in pubblica via”.

Nella serata, probabilmente del 15 giugno, ignoti danneggiano gravemente l’auto di Aqymen. Anche questo episodio è oggetto di denuncia ai carabinieri di Matera.

L’auto distrutta Foto caso Cirigliano Foto caso Cirigliano Foto caso Cirigliano Foto caso Cirigliano

Questi sono gli episodi più eclatanti in un clima di continue provocazioni e intimidazioni. Come se non bastasse, pare che il sindaco abbia avviato le procedure per allontanare Aqymen e la sua famiglia dal paese perché persone indesiderate. Ma siamo certi che non lo farà, spesso il primo cittadino usa toni pesanti magari per l’esasperazione.

Il consigliere comunale di opposizione Giuseppe De Rosa, con un post sui social, parla di “grido di dolore e richiesta indiretta di aiuto di una giovane donna, con tre bambini piccoli, spaventatissimi, dopo aver picchiato il marito in branco, hanno distrutto successivamente la loro macchina, come rinforzo e chiaro avvertimento intimidatorio… Il Sindaco, come capo di questa minuscola comunità, non si dissocia pubblicamente e ufficialmente da simili atteggiamenti violenti, come vuole un protocollo etico…Esprimo la più ferma e vibrata condanna per la vile aggressione fisica subita dal marito della giovane donna, sia come educatore e formatore di giovani, sia come Consigliere Comunale, sia come professionista, soprattutto come libero cittadino Ciriglianese. Questo è un atto di inaccettabile violenza che ferisce l’intera comunità. Ciò che rende l’episodio ancora più intollerabile è il muro di omertà e indifferenza, un silenzio complice che offende la società civile e calpesta la dignità umana”.

Il sindaco pare abbia detto nulla a proposito di questi episodi, non una condanna non una parola per stemperare gli animi. Ora, non vogliamo buttare la croce addosso al primo cittadino alle prese con situazioni complicate. Tuttavia, emerge una inadeguatezza nella gestione di tutta la vicenda. Il rischio che accese discussioni verbali si trasformino in materiale d’odio ad uso e consumo di cittadini violenti, di odiatori dello straniero è sempre dietro l’angolo. E questa volta a Cirigliano quel rischio è diventato aggressione e danneggiamento. Samar e i suoi bambini hanno paura.

©Riproduzione riservata

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati