
Per chi non lo sapesse, “l’Osservatorio regionale sulla legalità è un organismo di supporto della Regione Basilicata che svolge attività di analisi, prevenzione e promozione della cultura della legalità, con particolare riferimento al contrasto delle mafie e della criminalità organizzata. Inoltre, verifica l’attuazione delle normative e degli indirizzi nazionali, raccoglie e analizza dati e informazioni sui fenomeni criminali e sulle principali aree di rischio, come lavoro irregolare, corruzione, usura, estorsione e riciclaggio. Approfondisce inoltre il tema della trasparenza negli appalti pubblici … formula osservazioni e pareri, promuove seminari e iniziative culturali e svolge attività di sensibilizzazione nelle scuole e con il mondo associativo, con l’obiettivo di rafforzare la cittadinanza responsabile e i valori della legalità.”
Ebbene, oggi 30 giugno 2026, nella Sala Basento della Presidenza del Consiglio regionale della Basilicata, si è svolta la conferenza stampa dedicata alla presentazione dell’attività svolta dall’Osservatorio nel 2025 e nel primo semestre 2026, oltre che all’analisi dei principali fenomeni osservati sul territorio regionale.
Abbiamo sentito cose che sappiamo già: caporalato, ludopatia, rischio di infiltrazioni criminali attraverso il ricorso a subappalti e società di comodo. E lo sappiamo già osservando ciò che accade, leggendo i rapporti semestrali della Dia, leggendo i rapporti di analisi dei centri di ricerca, e anche leggendo i giornali. La relazione dovrebbe tradursi in “azioni concrete per rafforzare la cultura della legalità e rendere più efficaci le politiche di prevenzione e contrasto alla criminalità. “Il valore di questo organismo – spiega Marcello Pittella – risiede nella capacità di mettere in rete istituzioni, forze dell’ordine, mondo accademico, parti sociali e associazioni, offrendo alla politica strumenti utili per orientare le proprie scelte.” Mentre il consigliere regionale Angelo Chiorazzo – che si vanta di averlo voluto lui l’Osservatorio – assicura: “Il lavoro svolto costituisce una base solida per orientare le future iniziative legislative e amministrative a tutela della legalità”. Vedremo queste future iniziative.
Ora, nel quadro delle molteplici istituzioni che si occupano di legalità e di lotta alla criminalità, questo Osservatorio lucano a che serve? Se la memoria non ci inganna è stato istituito nel settembre 2021 e insediato nel luglio 2022. In questi anni, considerato il fatto che i fenomeni di illegalità e anche di infiltrazione criminale sono cresciuti a vista d’occhio in Basilicata, a chi dovremmo chiedere conto: al consiglio regionale che non ha ascoltato l’Osservatorio, o all’Osservatorio che non ha osservato?
Questo organismo, sui cui avevamo comunque investito qualche speranza, oggi ci sembra uno strumento propagandistico nelle mani di alcuni politici e maldestri sbandieratori della legalità. Un contenitore vuoto di sostanza e rinfrescato di tanto in tanto con qualche secchiata di luoghi comuni e frasi fatte. Nemmeno un lumino sulla gestione della cosa pubblica e sui giochi di prestigio nella politica e nelle istituzioni.
Vogliamo ricordare ai “promotori istituzionali di legalità” che “non tutto ciò che è legale è anche lecito”. Ed è in quella illiceità, che nessuno vede e che nessuno osserva, che fermentano l’illegalità e l’ingiustizia che nessuno vede e nessuno osserva.
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