
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del segretario Generale della Fit-Cisldi Basilicata, Sebastiano Colucci
Il Comune di Potenza non può giocare, né permettere a nessuno di farlo, con la dignità dei lavoratori del Trasporto Urbano e con i diritti dei cittadini. La gestione della mobilità in città ha ormai superato il limite della tollerabilità.
Il 22 giugno scorso le scale mobili che collegano via Tammone a viale dell’Unicef sono state chiuse in fretta e furia con la motivazione ufficiale di dover consentire i lavori da parte di un’azienda privata. A distanza di una settimana la situazione è però imbarazzante, dato che nessun cantiere è partito e nessun lavoro è iniziato. Gli unici risultati concreti di questa scelta sono i disagi enormi per i cittadini, privati all’improvviso di un servizio essenziale, e la penalizzazione dei lavoratori addetti alla sicurezza dell’impianto, che si trovano bloccati da una serrata totalmente ingiustificata.
In tutto questo contesto emerge un’anomalia ancora più grave, perché mentre l’impianto è sbarrato al pubblico e al personale di vigilanza, i dipendenti degli uffici amministrativi continuano misteriosamente a lavorare dentro la struttura chiusa. Non si capisce per quale motivo e soprattutto con quali garanzie di sicurezza, visto che la legge non è un optional. Il Testo Unico sulla Sicurezza impone infatti tutele rigide sui luoghi di lavoro e la normativa vigente difende la continuità dei servizi pubblici essenziali, il che significa che non si può interrompere un servizio fondamentale per la comunità solo per prenotare un’area a favore di privati che non sono ancora pronti a operare.
Per queste ragioni la FIT-CISL chiede immediata trasparenza al Comune di Potenza. Se i lavori devono partire, che inizino subito e in totale sicurezza per tutti, altrimenti l’impianto venga riaperto immediatamente restituendo il servizio alla città e il giusto posto ai lavoratori della sicurezza, perché il sindacato non farà un passo indietro.
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