La Basilicata delle “fratellanze” tra aristocrazia e nobiltà

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La Basilicata delle “fratellanze” tra aristocrazia e nobiltà

La Basilicata delle “fratellanze” tra aristocrazia e nobiltà

Bardi

Aggiungiamo altri pezzi al quadro che stiamo provando a costruire mettendo insieme i puntini per ricomporre l’immagine di situazioni complesse da comprendere: gli Ordini cavallereschi dinastici e religiosi che interessano la nostra regione e i personaggi pubblici investiti di onorificenze. Come abbiamo scritto nell’ultima puntata dell’inchiesta siamo di fronte a una crescita delle iniziative e della presenza in Basilicata di “affiliati” al mondo cavalleresco. Stiamo provando ad interpretare dinamiche che si presentano complicate e intricate.  Per non perdere il filo consigliamo di leggere o rileggere la prima e la seconda puntata. Anche se ce ne sono un paio precedenti che in quale modo si collegano alle successive clicca qui.

Link to [object Object]LE NOVITÀ

Intorno alla fine del mese scorso, altre presenze di cavalieri d’oltre confine regionale hanno sollecitato la nostra curiosità giornalistica.

Li abbiamo notati in un ristorante della costa jonica, a Marina di Pisticci, dove si è celebrato l’anniversario di matrimonio di un noto e discusso editore-imprenditore potentino. Con loro, nell’occasione, anche Vito Bardi, Salvatore Margiotta, il sindaco di Potenza e altri politici, mediatori, dirigenti, funzionari e imprenditori noti ai lucani. Non molto noti, invece, da queste parti, almeno tra i laici, il vescovo che ha celebrato la messa per l’anniversario, il concelebrante e l’accompagnatore dei due. Non ci interessa qui la circostanza in sé che attiene a un fatto privato, quanto la presenza dei tre cavalieri “forestieri” in Basilicata. Presenza che conferma il particolare dinamismo sul territorio lucano del mondo delle “fratellanze” negli ultimi tre anni e che suscita una domanda: che ci fanno qui?

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A celebrare la messa monsignor Enrico Dal Covolo, già Rettore della Pontificia Università del Laterano e grande ufficiale dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme a cui appartengono, come abbiamo visto nella scorsa puntata, Vito Bardi, don Giuseppe Abate, don Cesare Covino, monsignor Davide Carbonaro, monsignor Salvatore Ligorio e altri.  Già iscritto nei ruoli del Sovrano militare ordine di Malta con il grado di cappellano conventuale ad honorem. Enrico Dal Covolo, il giorno dopo la celebrazione dell’anniversario di matrimonio a Marina di Pisticci, lo troviamo a Lagopesole, tra il 28 e il 30 maggio a presiedere il triduo solenne di preparazione dei riti religiosi in onore della Santissima Trinità. In testa alla processione Dal Covolo e il parroco don Giuseppe Vivilecchia. Ci aspettavamo il vescovo Davide Carbonaro, ma non lo abbiamo visto.

Dal Covolo a Lagopesole

Link to [object Object]ARISTOCRAZIA E CAVALLERIA

A concelebrare l’anniversario a Marina di Pisticci un prelato che ci ha particolarmente incuriosito. Si tratta di monsignor Paolo Cartolari dei Marchesi di Papiano cappellano cattolico dell’Associazione Aristocrazia Europea.  Classe 69, nel 2004 viene nominato Cappellano della Casa Reale di Spagna. Nel 2005 riceve l’investitura cavalleresca nell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Nel 2012 viene nominato Cappellano Magistrale del Sovrano Ordine di Malta.

Cartolari inchiesta 3

Lo troviamo al fianco di Togbe Osei Terzo, sovrano del Regno di Godenu, nella Repubblica del Ghana; è un regno subnazionale riconosciuto dalla costituzione ghanese. Un territorio di circa 18 chilometri quadrati in cui vivono 13mila persone. Dal 2009 Togbe Osei III ha un importante ruolo nell’amministrazione della Giustizia per l’intero paese del Ghana. È stato per la prima volta in Italia nell’ottobre 2024. Paolo Cartolari ha ricevuto la nomina a Ufficiale dell’Ordine Reale del Leone di Godenu, in virtù della collaborazione del monsignore con le attività culturali e benefiche della Fondazione Help Godenu.

Togbe Osei Terzo e Cartolari inchiesta 3

Nel febbraio 2024 Cartolari celebra messa in occasione di un’investitura dell’Ordine Imperiale degli Asburgo di Lorena, Ordine dinastico di San Stanislao: “Durante l’evento nella fastosa location sono accorse personalità nobiliari da tutta Europa per una cerimonia sacra e solenne tenutasi nella Chiesetta barocca di Palazzo Rospigliosi tra opere d’arte e decorazioni. La messa è stata officiata da monsignor Paolo Cartolari. Il principe Paolo Di Giovine Gran Priore dell’ordine per l’Italia con la sua organizzazione magistrale ha presentato l’evento alla presenza del Conte Alexander Graff de Pancsova e di una nutrita delegazione austriaca.” Nel 2024 don Cartolari riceve l’investitura di “Familiare” dell’Ordine Teutonico.

Don Paolo Cartolari è Assistente spirituale dell’Ucid (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti) e collaboratore dell’Opera Romana Pellegrinaggi, docente di diritto canonico e ricercatore storico. È presidente del Senato Accademico Isfoa Libero e Privato Ateneo Telematico di Diritto Elvetico. È docente presso l’Università Pontificia Lateranense.

Link to [object Object]L’UOMO DI COLLEGAMENTO

Che ci fanno i due prelati a Marina di Pisticci con Bardi, Margiotta e tutti gli altri? La domanda al momento resta aperta. E resta aperta anche perché c’è un altro personaggio particolare amico di don Paolo Cartolari. Si tratta di Nicola Giampaolo, classe 74, da Rutigliano di Puglia e dalla carriera sorprendente. Politico locale, già sindaco (?) e poi ricandidato sindaco di Rutigliano, sconfitto, nel 2014. Vi invitiamo a guardare un suo comizio. Nel 2024 è candidato alle elezioni europee con la coalizione Libertà nella circoscrizione sud. Un raggruppamento di una ventina di partitini, associazioni che facevano capo a livello nazionale a Cateno De Luca e Laura Castelli candiatura

Ad un certo punto, nel corso di poco più di otto anni lo ritroviamo in tutt’altra veste. “Postulatore e membro delle figure concernenti le cause dei santi presso la Santa Sede e al dicastero della Congregazione delle cause dei santi presso i tribunali ecclesiastici e dell’arcidiocesi di Napoli nonché ambasciatore di pace per i rapporti con la Santa Sede. Laurea honoris causa in economia e gestione dei beni culturali ricevuta a Isfoa, libera e privata università di diritto elvetico, dove don Paolo Cartolari è presidente del Senato accademico. Naturalmente anche lui è Cavaliere, ma del Sovrano Ordine Ospedaliero di San Giovanni. Uno che nel 2024 scriveva “Dio punirà anche Bergoglio che rappresenta Israele e gli Ebrei!”

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Si presenta così in uno dei tanti curriculum: “Giornalista, scrittore, ricercatore, vaticanista, da molti anni impegnato nell’attività politica. Studioso di arte e tradizioni popolari, studioso di storia locale e religiosa, agiografo”. Lo troviamo seduto in diversi convegni come relatore e organizzatore, a volte con il titolo di avvocato, altre volte con il titolo di dottore. A noi non risulta una laurea in giurisprudenza. Pare sia stato Commissario straordinario del Comitato Promotore della Costituenda Banca Progetto S.p.A. E pare sia “esperto della politica sociale dell’Albania”.

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La condanna del tribunale Vaticano

Il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano emette la sentenza per Nicola Giampaolo, il 29 ottobre 2025, riconosciuto colpevole di calunnia e condannato al risarcimento danni nei confronti tra gli altri del Dicastero delle Cause dei Santi.

Il Tribunale ha riconosciuto Nicola Giampaolo colpevole di calunnia nei confronti di padre Bogusław Turek, sottosegretario dello stesso Dicastero, del cardinale Angelo Becciu e dello stesso Dicastero delle Cause dei Santi, rappresentato dal suo prefetto, il cardinale Marcello Semeraro.

La pena inflitta dal Tribunale Vaticano è di 3 anni e 6 mesi di reclusione, con interdizione dai pubblici uffici per lo stesso periodo. Giampaolo è stato anche condannato al pagamento delle spese processuali ed al risarcimento danni a favore delle parti civili: 20 mila euro per padre Bogusław Turek; 15 mila euro ciascuno in favore del cardinale Angelo Becciu e del Dicastero delle Cause dei Santi.

Le calunnie per cui Nicola Giampaolo è stato condannato si inseriscono nel clima di forte pressione mediatica e giudiziaria che ha travolto il cardinale Angelo Becciu e la curia vaticana. Le false dichiarazioni di Nicola Giampaolo (rilasciate anche durante la trasmissione Report) riguardavano presunte richieste di denaro e irregolarità per accelerare la causa di beatificazione di Aldo Moro.

Giampaolo avrebbe accusato ingiustamente i vertici del Dicastero, tra cui il sottosegretario padre Bogusław Turek e lo stesso Becciu (che era stato Prefetto di quel Dicastero dopo aver lasciato l’incarico di Sostituto alla Segreteria di Stato). Il Tribunale Vaticano ha dimostrato la totale falsità di queste accuse, qualificandole come calunnie mirate a colpire i vertici della Congregazione.

Nicola Giampaolo sarebbe stato lui ad accompagnare i due prelati alla festa per l’anniversario di matrimonio a Marina di Pisticci. Con una certa goliardia ha postato sui social un momento della giornata in compagnia appunto dei prelati. “Bellissima passeggiata con la nostra “papamobile” per le vie della Magna Grecia! Andiamo verso l’alta rappresentanza del Governo Lucano con il Presidente della Regione Basilicata, il Sindaco di Potenza e altre alte rappresentanze della società civile di questa bellissima Regione! Un grande grazie per questa emozionante serata al grande Editore…! Nicola Giampaolo dixit. Qui il video della compagnia.

Link to [object Object]LE DOMANDE RESTANO APERTE

A scorrere le puntate delle inchieste pubblicate fino ad oggi dedicate in qualche maniera ai poteri che permeano la politica, l’economia, l’imprenditoria e le istituzioni della Basilicata ci pare legittimo confermare alcune nostre letture sui movimenti carsici che da tempo condizionano la vita della regione. Scambi di opportunità, di interessi, di compiacenze che spesso coinvolgono anche ignari e ingenui personaggi.  Saremmo di fronte a mondi separati più o meno simili che all’occorrenza, lasciateci passare la metafora, si coricano nello stesso letto o si incontrano nello stesso capannone. L’apparenza, le scene visibili, servono a costruire narrazioni ad uso e consumo del “popolo” incapace di interpretare con un approccio critico e allo stesso tempo realistico i fatti e tutto ciò che si muove intorno e dentro questa regione. Dietro le apparenze, dietro le quinte delle scene si muoverebbe tutt’altro. Un mondo di conflitti tra interessi opposti, una “guerra” simil massonica che fa vittime tra “i civili” spesso inconsapevoli e spesso pronti a sopportare angherie in cambio delle briciole. Ai bordi di questa guerra e sui campi di battaglia si consuma il mercimonio di giornalisti, consulenti, professionisti, minuscoli notabili dell’affaruccio, esposti sulle bancarelle del gran bazar della dignità. Le domande restano aperte e noi proveremo a chiuderne alcune. Alla prossima.

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