Mezzogiorno di fuoco nel Partito Democratico di Basilicata

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Mezzogiorno di fuoco nel Partito Democratico di Basilicata

Mezzogiorno di fuoco nel Partito Democratico di Basilicata

Schlein e Speranza

Il commissario regionale annuncia l’avvio della fase congressuale del Partito democratico lucano. Lo ha fatto con un comunicato del 25 giugno. La circostanza pare abbia colto di sorpresa molti esponenti del partito, specie quelli che puntavano a mantenere il Commissario fino a oltre le prossime elezioni politiche. Parliamo degli allergici al rinnovamento e degli avvezzi ai giochi di potere, personaggi dentro e intorno al partito. Ed ecco che la lotta, che loro chiamano “dialettica interna”, si fa più agitata.

Al momento sarebbero in campo tre ipotesi di candidatura alla segreteria regionale. Piero Marrese sostenuto dall’ex segretario Giovanni Lettieri e da molti sindaci del Metapontino e del Potentino; Giuseppina Paterna sostenuta da Salvatore Margiotta e Piero Lacorazza; Carlo Rutigliano sostenuto dal gruppo Macchia-Roberto Speranza- Egidio Comodo. Restano al momento alla finestra il gruppo Chiorazzo-Telesca-De Filippo che vorrebbe candidare Maura Locantore. Non è escluso che entro il 30 settembre, data di scadenza, spunti un’altra candidatura. Ad ogni modo solo due candidati andranno all’eventuale ballottaggio col sistema delle primarie aperte.

Voi vi chiederete, che cosa c’entrano Macchia, Chiorazzo e altri che vedremo, con la fase congressuale regionale del Partito Democratico? Innanzitutto è prevedibile che l’esito del congresso Pd possa determinare il prossimo candidato presidente della Regione, e non sarebbe roba da poco. E poi in ballo le candidature alle politiche, oltre alle sorti della Giunta Telesca. Dietro le quinte si muovono anche personaggi che con il Pd avrebbero nulla a che fare, ma che all’esito dei nuovi rapporti di forza potrebbero ricavare vantaggi o problemi riguardo alle proprie ambizioni politiche e imprenditoriali. Quindi, la prima fase della battaglia è piazzare il proprio candidato tra i primi due posti. Poi la resa dei conti alle primarie anche attraverso il ribaltamento degli accordi ufficiali.

Nel quadro di questi giochi possiamo notare alcune tendenze, naturalmente provvisorie perché nulla è dato per definitivo specie nel pantano della politica in ciambotta lucana. La famosa “dialettica interna” appare così fumo negli occhi, proprio perché in campo si muovono elementi “estranei.” Ancora di più se si pensa che i primi due candidati piazzati andranno a primarie aperte, quindi potrà votare chiunque, e chiunque potrà farsi beffa degli iscritti concentrando voti sull’uno o sull’altro candidato sulla base degli accordi preliminari sottobanco. E qui conta chi è in grado di portare molta gente al voto delle primarie, ed è evidente chi può e chi non può. Certo gli iscritti, i militanti e gli attivisti del partito a quel punto conteranno un fico secco.

E quali sarebbero questi accordi, ripeto provvisori e direi anche piuttosto fragili? Nascono dai mutamenti delle alleanze che fino ad oggi sembravano consolidate. Mutamenti causati dalla prevalenza di interessi economici su quelli politici. Abbondano in questa fase i doppiogiochisti, sia sul fronte degli imprenditori che cavalcano la politica, sia sul versante dei politici che cavalcano gli imprenditori. Lo scontro non è solo politico è anche imprenditoriale tra fronti di interessi opposti.

Dunque, intorno alla campagna congressuale, avviata a sorpresa da Manca, ma diremmo meglio da Elly Schlein, si muovono tutti. Da Mario Polese a Angelo Chiorazzo, da Donato Macchia a Vincenzo Telesca, Da Roberto Speranza a Vito De Filippo, da Salvatore Margiotta a Piero Lacorazza e tanti altri non solo politici, ma imprenditori e “notabili degli affari” che ormai hanno un potere decisivo nel determinare sia a destra sia a sinistra le sorti della Basilicata. Questo non sarà un congresso normale, ma un’arena di scontro tra poteri. Eppure, nonostante tutto, questa volta potrebbe saltare il banco, proprio grazie alla guerra innescata tra i vecchi capi. Se le daranno di santa ragione e per questo potrebbero finire a tappeto tutti. La speranza per gli iscritti e i militanti veri del partito è che il rinnovamento che ha in testa la segretaria nazionale si realizzi fino in fondo. In molti non lo vogliono, a molti non conviene.

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