
L’intervento del nuovo amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, alla Camera apre una fase che dovrà tradursi rapidamente in risultati concreti per l’industria e l’occupazione italiana.
“L’audizione del nuovo amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, rappresenta un passaggio importante per il futuro dell’automotive italiano. Abbiamo apprezzato la volontà di riportare al centro il dialogo con le istituzioni, le parti sociali e i territori. Oggi è però necessario compiere un passo ulteriore: trasformare gli impegni in risultati concreti per i lavoratori e per gli stabilimenti italiani”, dichiara Sara Rinaudo, segretaria generale Fismic Confsal.
“Da troppo tempo-aggiunge Rinaudo- il settore vive una fase di incertezza che sta mettendo sotto pressione migliaia di famiglie e l’intera filiera industriale. Per questo riteniamo che sia arrivato il momento di un’assunzione di responsabilità collettiva. C’è bisogno del contributo di tutto l’ecosistema: azienda, Governo, istituzioni europee, regioni, filiera e organizzazioni sindacali devono lavorare insieme per difendere e rilanciare un comparto strategico per il Paese. L’automotive non è soltanto un settore produttivo: è uno degli elementi che garantiscono all’Italia un ruolo centrale nell’industria europea e mondiale. Perdere questa centralità sarebbe un errore che il Paese non può permettersi.”
“Come Fismic Confsal ribadiamo che dal Tavolo Automotive devono arrivare rapidamente segnali forti e misure concrete a sostegno del sistema industriale italiano, degli investimenti, dell’occupazione e della competitività. Servono strumenti capaci di accompagnare la transizione senza scaricarne il costo sui lavoratori.” “Oggi più che mai occorre un dialogo franco, costruttivo e orientato alle soluzioni. Le parole sono importanti, ma adesso è il tempo delle scelte e dei fatti”, conclude la segretaria generale di Fismic Confsal.
Per quanto riguarda Melfi, Sara Rinaudo, congiuntamente con Pasquale Capocasale, Segretario nazionale Fismic Confsal, dichiara: «Tra quanto illustrato da Emanuele Cappellano e quanto confermato oggi da Antonio Filosa emerge una sostanziale continuità degli impegni assunti da Stellantis per l’Italia e per l’Europa. Valutiamo positivamente la conferma degli investimenti, della continuità produttiva e dei nuovi modelli previsti per lo stabilimento di Melfi, elementi che testimoniano la volontà di mantenere centrale il sito all’interno delle strategie del Gruppo.
Riteniamo tuttavia che nel piano industriale presentato emerga ancora una debolezza sul tema delle motorizzazioni. Possiamo avere tutti i modelli previsti, ma se questi non saranno accompagnati da una gamma di motorizzazioni capace di intercettare la domanda reale del mercato, il rischio è quello di non raggiungere i volumi produttivi necessari.
Per questo chiediamo ulteriori approfondimenti e maggiori segnali di investimento su questo fronte. La competitività di Melfi non dipenderà soltanto dai modelli assegnati allo stabilimento, ma anche dalla capacità di renderli attrattivi e vendibili. Occorre quindi un approccio pragmatico che tenga conto delle diverse esigenze del mercato e non si concentri esclusivamente su alcune soluzioni, evitando il rischio di ritrovarsi con prodotti che faticano a trovare sbocco commerciale.
Il futuro dello stabilimento passa dai volumi. E i volumi dipendono dalla capacità di offrire ai clienti prodotti che rispondano concretamente alle loro esigenze.»
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