Stellantis, Melfi. “Prima la sicurezza, poi la produzione”

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Stellantis, Melfi. “Prima la sicurezza, poi la produzione”

Stellantis, Melfi. “Prima la sicurezza, poi la produzione”

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Due episodi, avvenuti nelle ultime due settimane, entrambi al Montaggio, spingono a “riflettere sulla sicurezza” degli operai allo stabilimento Stellantis di Melfi. Il primo, due settimane fa, avrebbe visto coinvolta una lavoratrice, rimasta “impigliata” tra due auto, nella parte finale dell’area Montaggio. “Prima dei rulli – chiarisce un operaio che ci ha contattati – è accaduto che già da tempo veniva segnalato un piccolo difetto. Le auto, all’altezza di un cancello con fotocellula, tornano indietro e rischiano di tamponarsi tra loro, mettendo a repentaglio, oltretutto, chi opera lì in mezzo”. E così, proprio in quell’area, una lavoratrice sarebbe rimasta impigliata. “Su questo ‘difetto’ che creava problemi hanno detto che stavano provvedendo – aggiunge la fonte – ma nessuno è intervenuto in tempo, non è che bisogna aspettare il caso, o che qualcuno si faccia male per intervenire…”.  Fortunatamente nulla di grave per la persona rimasta “impigliata”, solo tanta paura e pare che ora ci sia stata una “riprogrammazione” delle auto per evitare altri problemi simili.

Altro episodio, la settimana scorsa, protagonista questa volta un carrellista, che avrebbe toccato un guardrail urtando sotto il carrello con forconi. “Questa cosa è nota, c’è stato un intervento, come da prassi è stato segnalato anche al 118, ma non sappiamo cosa sia accaduto all’operatore, né se si sia fatto male”. Entrambi gli episodi, però, secondo la nostra fonte, mostrano una certa “sottovalutazione” dei rischi. “Non voglio parlare di negligenza – sottolinea – ma di un eccessivo lasciar correre, in tema di prevenzione”. E ancora. “Prevenire è meglio che curare, non si può attendere il caso per poi agire, ne va della salute di chi opera in fabbrica”. E prosegue. “Un tempo c’era più personale che girava all’interno dello stabilimento, per segnalare e verificare tutte le possibili criticità, ma da un po’ di tempo se ne vede meno. Si pensa a produrre, i corridoi sono pieni di cassoni e materiale da smistare. E’ stata ridisegnata la Logistica. Ai carrellisti e addetti ai lavori spesso tocca fare uno slalom per rifornire le Ute, col rischio anche di chi si trova a passare dai corridoi, cioè tutti noi. Non va bene. Alcune misure andrebbero corrette”.

Ci auguriamo che le segnalazioni che ci sono pervenute possano servire a migliorare le condizioni di chi lavora. Ecco, infatti l’appello finale che ci giunge dall’addetto al Montaggio: “Ci vuole più attenzione, la sicurezza e la vita di noi operai valgono più di ogni modello e di ogni performance. Prima la salute, poi tutto il resto”.

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