
Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa dell’Associazione Micologica Sostenitori Cultura Idnologica Lucana
L’Amscil (Associazione Micologica Sostenitori Cultura Idnologica Lucana) denuncia l’ennesimo, inquietante capitolo della gestione della “tartufaia più grande d’Europa”, i 143 ettari di pineta jonica riconosciuti con Decreto Presidenziale n. 96/2026.
Nonostante le rassicurazioni sulla “massima trasparenza” rilasciate dalle autorità regionali agli organi di stampa, l’Amscil si trova dinanzi a un assurdo ostruzionismo documentale.
Con nota del 15 giugno 2026, l’Ufficio Foreste della Regione Basilicata ha negato l’accesso agli atti di programmazione e alla documentazione tecnica, dichiarando che tali atti “non risultano” o “non sono detenuti” dall’ufficio. Si tratta di una dichiarazione che smentisce clamorosamente il presidente Vito Bardi, il quale nel Decreto n. 96/2026 attesta testualmente che ogni atto richiamato è “depositato presso la struttura proponente” (ovvero l’Ufficio Foreste). Chi dice il vero? Il presidente che firma il decreto o il dirigente che nega l’esistenza degli atti?
L’Alsia, dal canto suo, ha opposto un diniego totale invocando la tutela di presunti “interessi economici e commerciali” e del proprio “know-how”. È scientificamente e giuridicamente inaudito che si invochi il segreto industriale per la gestione di un bosco pubblico demaniale, situato in una Zona Speciale di Conservazione (Rete Natura 2000), sottraendo all’ispezione pubblica protocolli che incidono su un habitat protetto.
Questo “oscuramento” avviene nonostante il Difensore Civico regionale, con nota del 10 giugno 2026, abbia chiesto formalmente all’ALSIA di riesaminare il diniego e fornire tutta la documentazione richiesta per consentire ad AMSCIL di esercitare le proprie prerogative.
La propaganda regionale parla di un’opera di immenso valore, ma i documenti in nostro possesso raccontano un’altra storia:
il Decreto firmato dal presidente Bardi parla di sopralluoghi d’intesa con l’Arma, ma il Comando Carabinieri Frestali di Scanzano Jonico ha smentito ufficialmente ogni partecipazione.
Non risulta traccia della Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) per recinzioni e scavi su 143 ettari di pineta litoranea.
Mentre si nega l’accesso alle associazioni legittimate, all’interno della tartufaia operano privati e trasformatori extra-regionali, come apparso in recenti servizi televisivi.
Amscil non si fermerà davanti a questo muro di gomma. Impugneremo il decreto del presidente Bardi con cui riconosce la “tartufaia più grande d’Europa” al Tar Basilicata e chiederemo l’ostensione coattiva degli atti oltre ad integrare gli esposti presso la Procura della Repubblica di Potenza, affinché si faccia luce su questo sviamento di potere che sacrifica la trasparenza e la tutela del territorio sull’altare di una gestione opaca e personalistica del bene comune.
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