
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Avs – Europa Verde Basilicata
Il Consiglio Comunale di Venosa ha scelto di votare contro la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Una decisione grave, che ferisce la memoria democratica e antifascista della nostra comunità.
Dietro il pretesto che «la storia non si cancella», la maggioranza consiliare e l’opposizione di destra hanno deciso di mantenere il capo del fascismo tra i cittadini onorari della città. Ma la storia non è in discussione: la storia si studia, non si premia.
La cittadinanza onoraria non è un documento d’archivio né una semplice testimonianza del passato. È il più alto riconoscimento morale che una comunità possa attribuire. Mantenerla significa rifiutarsi di prendere le distanze da una delle pagine più buie della storia italiana. Venosa ha una tradizione democratica e antifascista che merita rispetto. Una tradizione costruita da donne e uomini che hanno difeso la libertà, la giustizia sociale e i valori sanciti dalla Costituzione repubblicana.
In un tempo in cui crescono i tentativi di revisionismo storico e di normalizzazione delle culture autoritarie, riaffermare con chiarezza la scelta antifascista non è un gesto simbolico: è una responsabilità civile e politica.
Sarebbe stato bello celebrare gli ottant’anni della Repubblica antifascista con un atto coerente con i valori sanciti dalla Costituzione, valori che dovrebbero rappresentare un punto di riferimento per tutti i cittadini e, ancor più, per coloro che hanno la responsabilità di amministrare la cosa pubblica. Proprio nel rispetto di quei principi di libertà, democrazia, uguaglianza e giustizia che fondano la nostra convivenza civile, il Consiglio Comunale avrebbe potuto compiere una scelta diversa. Per questo consideriamo il voto espresso dal Consiglio Comunale una scelta sbagliata e un’occasione perduta. La storia non si cancella. Il fascismo si condanna. AVS – Europa Verde Basilicata
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