Vogliono che la Basilicata diventi una regione nucleare

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Vogliono che la Basilicata diventi una regione nucleare

Vogliono che la Basilicata diventi una regione nucleare

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Dovrebbe oramai essere noto a tutti che ben 14 aree del territorio lucano sono state classificate come idonee ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Nello specifico si tratta di Montalbano Jonico con 2 aree Matera, Bernalda, Bernalda-Montescaglioso, Genzano di Lucania-Irsina e Genzano di Lucania con ben 4 aree. Altre 4 aree si collocano tra la Basilicata e la Puglia e in particolare 2 tra Altamura-Matera e altrettante tra Laterza-Matera.

Per numero di zone indicate come idonee, quindi, la Basilicata si colloca al secondo post. L’iter si trova ora nella fase della VAS-Valutazione Ambientale Strategica. Nonostante siano molte le osservazioni presentate da vari comuni lucani e dalla stessa Regione Basilicata finalizzate a respingere i caratteri di idoneità del territorio, non c’è da fidarsi. Tra l’altro la Giunta regionale lucana non è contraria alla strategia del Governo Meloni sullo sviluppo dell’energia nucleare

Link to [object Object]I CATTIVI SEGNALI NEGLI ULTIMI MESI

Picchetto Fratin nel giugno 2025 rilancia l’idea degli impianti di smaltimento geologico per il combustibile esaurito e i rifiuti radioattivi. Tipo quello che volevano realizzare a Scanzano Jonico nel 2003. Il 28 febbraio 2025 il Governo Meloni rilancia sul nucleare “sostenibile” con un disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri e poi approvato a maggioranza dalla Conferenza Unificata. La Basilicata, secondo alcune fonti parlamentari, è tra le aree candidate ad ospitare non solo un impianto di smaltimento geologico per il combustibile esaurito e i rifiuti radioattivi, ma anche una eventuale centrale nucleare “sostenibile”.

Ma torniamo al deposito. Il nodo non sarebbe tecnologico, né normativo e nemmeno di valutazione ambientale. Il nodo è tutto politico e presenta problemi di persuasione sociale. Alcuni indizi ci porterebbero nella direzione di una regione pronta a candidarsi per ospitare un “parco tecnologico più avanzato” nel quadro di investimenti nucleari, compreso lo stoccaggio dei rifiuti. Ed è il famoso “parco tecnologico” lo specchietto per le allodole che in qualche modo dovrebbe convincere “il popolo” che l’affare è conveniente.

“La struttura sarà realizzata all’interno di un Parco Tecnologico, un centro di eccellenza italiano, aperto a collaborazioni internazionali, con laboratori dedicati alle attività di ricerca e formazione nelle operazioni di bonifica ambientale degli impianti nucleari e di gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi. La collaborazione con enti di ricerca, università e operatori industriali, sia nazionali che esteri, permetterà al Parco Tecnologico di integrarsi con il sistema economico e di ricerca e di contribuire inoltre ad uno sviluppo sostenibile del territorio nel quale verrà costruito.” (Sogin)

Nell’ottobre 2024 il ministro Pichetto Frattin paventa l’idea dell’Itrec di Rotondella come deposito transitorio di altre scorie nucleari. Nell’idea del ministro dell’Ambiente vi è la possibilità di utilizzare i depositi esistenti, tra i quali l’Itrec di Rotondella. La soluzione sarebbe transitoria in attesa che l’UE individui un deposito unico geologico condiviso. Il sito ITREC di Rotondella – faceva sapere il ministro – potrebbe essere interessato da profondi lavori di ammodernamento, per garantire la massima sicurezza nello stoccaggio. Al momento la faccenda è scomparsa dai radar, forse perché il sito è stato oggetto di indagini della magistratura e di sequestro di parte del terreno per sospetti sversamenti di inquinanti radioattivi.

Link to [object Object]LA STRATEGIA DI PERSUASIONE E LO SPECCHIETTO PER LE ALLODOLE

Lo scorso 20 giugno 2025 a Matera, nell’Aula Magna dell’Università degli Studi della Basilicata, si fa il convegno, sembra sponsorizzato anche dalla Regione, “Il nucleare tra Innovazione, Ricerca, Sicurezza e Sostenibilità”, organizzato dal Cluster Energia Basilicata, Confindustria Basilicata e l’Università degli Studi della Basilicata. Non cade a caso, è il primo passo verso la persuasione degli opinion leader e degli esponenti politici. Il contesto energetico globale e nazionale, – scrivono gli organizzatori – caratterizzato da una crescente domanda di energia elettrica decarbonizzata e dalla necessità di rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, ha riacceso il dibattito sulla produzione energetica tramite le tecnologie nucleari. Il convegno pertanto affronterà i principali nodi tecnologici, industriali e di policy indispensabili a consentire un effettivo riavvio dell’opzione energetica nucleare, coinvolgendo i principali attori nazionali e internazionali.” Eccoli. Ci siamo.

E così che si fa. Una specie di strategia che richiama la “Finestra di Overton”. Nei suoi studi Joseph Overton cercava di spiegare i meccanismi di persuasione e di manipolazione delle masse, in particolare di come si possa trasformare un’idea da completamente inaccettabile per la società a pacificamente accettata. Ecco in sintesi estrema come funziona:

L’idea che è considerata un tabù assoluto dapprima viene respinta dall’opinione pubblica. Poi l’argomento inizia a essere discusso, ma solo come principio teorico e da parte di circoli ristretti. Lentamente si inizia a sdoganare il concetto usando termini tecnici o eufemismi, per desensibilizzare il pubblico. L’idea diventa materia di dibattito politico, considerata un’alternativa o una proposta valida. Si introducono elementi persuasivi di impatto (parco tecnologico, posti di lavoro, innovazione). L’opinione pubblica inizia a recepire l’idea come parte del senso comune. Fino a quando l’idea è ormai integrata nella società e diventa una vera e propria proposta accettabile sul piano politico e sociale.

Intanto, non è un caso, il testo dello schema di legge delega approvato nella Conferenza Unificata prevede uno stanziamento complessivo di 7,5 milioni di euro nei soli anni 2025 e 2026 per finanziare campagne informative sull’energia nucleare e la sua sicurezza rivolte alla cittadinanza e azioni di comunicazione capillare nei territori che potrebbero ospitare impianti nucleari, compresi i depositi. Ci saranno altri passi, altre iniziative, giornali e media a disposizione. Lo vedremo.

Link to [object Object]Ed ecco che arrivano quelli del nuovo partito politico a scoprire le carte

La locandina del convegno Ora

Nel quadro della finestra di Overton si inseriscono i nuovi arrivati, con un convengo il 4 luglio 2026 a Potenza. Qui la locandina con il titolo molto esplicativo. Ad organizzarlo il coordinamento lucano di un nuovo partito di cui in Basilicata si sente parlare da qualche mese. Nel comunicato di annuncio del convegno gli organizzatori scoprono subito le carte: (…)

“Un deposito unico offre una struttura centralizzata con barriere ingegneristiche e naturali, conforme ai più severi standard internazionali, allineando finalmente l’Italia alle direttive europee. Dal punto di vista tecnico-amministrativo, la procedura è in corso dal 2010 per legge (D.lgs. 31/2010), gestita da SOGIN sotto la supervisione di ISPRA e AIEA. La CNAI, la Carta Nazionale delle Aree potenzialmente Idonee è pubblica. Inoltre, lo Stato finanzia lo sviluppo del territorio con un investimento da 1,5 miliardi di euro capace di generare oltre 4.000 posti di lavoro e garantire ricchi indennizzi economici annuali per i comuni e la regione. La nascita del Parco Tecnologico annesso al deposito trasformerebbe la regione in un polo scientifico d’eccellenza internazionale, permettendo al contempo di svuotare e bonificare definitivamente i vecchi siti provvisori locali.”

“Il convegno del 4 luglio – aggiungono gli organizzatori – non ha l’obiettivo di convincere nessuno ad accettare un deposito. Ha l’obiettivo di spiegare come funziona la procedura, quali sono i diritti dei comuni, e quali risorse economiche reali previste dalla legge per i territori ospitanti.” E’ chiaro? E’ qui la festa.

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